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Proposta progettuale del servizio "Bike Sharing"

dell'Associazione
Amici della Bicicletta "Leonardo

da Vinci" di Taranto presentata al


Comune di Taranto



L’Associazione Amici della Bicicletta “Leonardo da Vinci” di Taranto, iscritta alla FIAB (Federazione Italiana Amici della Bicicletta) aderente alla E.C.F.  (European Ciclyst Federation), raggruppa i ciclisti urbani di Taranto.

Già partner del Comune di Taranto e dell’AMAT nella sperimentazione del servizio “Bicincittà”, questa Associazione-onlus promuove la ciclabilità urbana e sostiene le “politiche di pianificazione territoriale” tese allo sviluppo del sistema trasportistico pubblico e della mobilità sostenibile.

In questa ottica finalistica, la scrivente Associazione presenta alla valutazione di codesto Civico Ente la proposta-progettuale di un sistema di “Bike sharing” da inserire nel redigendo Piano Urbano della Mobilità.

Premesse e finalità della proposta progettuale

La Città di Taranto presenta le condizioni naturali per la riuscita dell’iniziativa ciclistica denominata “Bike sharing” in quanto la nostra Città si sviluppa completamente in forma pianeggiante ed il clima è favorevole per lunghi periodi dell’anno.

Non sempre è indispensabile disporre di piste ciclabili per l’utilizzo pianificato delle biciclette nei centri urbani, anche se a tal proposito è fortemente auspicabile una sensibilità ed un’attenzione interventistica degli Enti Locali ma, in carenza degli impianti, si può ricorrere alla individuazione di Z.T.L. (zone traffico limitato), di zone pedonali, di zone 30, di “percorsi predefiniti” d’intesa con i Mobility Manager degli enti/aziende, ovvero alla utilizzazione, laddove se ne presentino le condizioni di sicurezza, delle strade più ampie con la creazione di corsie ciclabili contromano in sensi unici, realizzate con la sola riga gialla, e dei marciapiedi più larghi, muniti di scivoletti.

Si richiama pure la circostanza che l’AMAT, azienda interamente partecipata di codesto Comune, dispone di un parco-biciclette e delle relative rastrelliere e questo patrimonio pubblico risulta di fatto inutilizzato dopo la conclusione del servizio sperimentale “Bicincittà” che ha registrato un enorme gradimento popolare con diverse decine di migliaia di prelievi. Patrimonio che può e deve essere recuperato e tecnicamente adeguato alle esigenze di una sua nuova funzione d’uso.

Oltre alla sussistenza delle summenzionate condizioni favorevoli che agevolano l’istituzione anche nella nostra Città del servizio “Bike sharing”, bisogna anche considerare come l’attuale “questione ambientale” impone l’adozione di indifferibili provvedimenti idonei al contenimento delle emissioni inquinanti in atmosfera che, sebbene determinate prevalentemente dalle produzioni industriali, tuttavia possono trovare attenuazione anche attraverso la moderazione del traffico autoveicolare privato che, negli ambiti di forte congestione urbana, produce attraverso gli scarichi ossidi di azoto, CO-CO2, benzene C6H6 e l’inquinamento acustico.

Pertanto, al fine di pervenire al miglioramento della qualità della vita cittadina che consiste nella qualità dell’abitare e del vivere con possibilità per la gente di intrecciare relazioni umane e socio-economiche, muovendosi con facilità e piacere negli spazi urbani, si rappresenta pure la necessità di responsabilizzare, attraverso una Conferenza di servizi promossa dal Comune, i Mobility-Manager degli enti/aziende affinchè predispongano i Piani di spostamento per invogliare i lavoratori, nel tragitto casa-lavoro-casa, ad un utilizzo più massiccio del Trasporto Pubblico e Collettivo in combinazione con la Bicicletta, universalmente riconosciuta, “mezzo di trasporto salutare, rapido, economico e senza problema di parcheggio.

Si potrebbe ipotizzare, in una visione di sistema integrato, l’emissione di titoli di viaggio AMAT combinati con il tempo di utilizzazione della Bicicletta pubblica.

Bike sharing”, quindi, non è soltanto una “provocazione culturale” per determinare una svolta di mentalità nelle abitudini dei cittadini in relazione agli spostamenti locali e quindi scelta di civiltà per una Città che vuol proiettarsi ad essere più a dimensione d’uomo, ma per le sue potenziali caratteristiche di integrazione, tale servizio può costituire “Intermodalità con il servizio trasportistico pubblico su gomma e strada ferrata”.

L’intervento proposto nelle linee generali

L’iniziativa proposta può essere realizzata sulla base del modello di sistema realizzato nelle più importanti capitali europee e in numerose città italiane.

L’istituendo servizio dovrebbe essere realizzato con un sistema completamente automatizzato con “stazioni di distribuzione” collegate in rete attraverso un server che aggiorna in tempo reale la disponibilità effettiva di biciclette sul territorio. L’utente registrato, in virtù del possesso di tessera personale elettronica ricaricabile, dopo l’utilizzazione può riconsegnare la bicicletta anche in un cicloposteggio differente dal punto di prelevamento e tale agevolazione insieme alla eliminazione della formalità relativa al trattenimento del documento personale di riconoscimento, rappresentano la chiave di successo della iniziativa, consentendo una fruizione rapida e flessibile dei mezzi.

La mobilità ciclistica urbana poi troverebbe definitivo slancio da una ragionata dislocazione delle “stazioni di distribuzione” sul territorio cittadino.

Secondo il nostro osservatorio, tali stazioni andrebbero realizzate in zone strategiche della Città come la stazione FF.SS. anche in considerazione che nel 2007 la FIAB ha stipulato una convenzione con Trenitalia S.p.A., valida per la Regione Puglia, per il trasporto gratuito della Bicicletta a seguito.

Anche la SUD-EST S.p.A. ha realizzato cicloposteggi in tutte e 23 stazioni della rete, attrezzando gran parte dei propri treni al trasporto delle biciclette.

Le “Stazioni di distribuzione”, costituite da colonnine elettroniche e cicloposteggi dotati di elettroserrature, andrebbero altresì istituite in corrispondenza dei punti di discesa dei viaggiatori dei bus extra-urbani che trasportano i pendolari (studenti, lavoratori), dinanzi ai principali enti pubblici e sanitari di maggiore frequentazione (vds. Tribunale, Ospedale Civile, ASL, Uffici Comunali), alle Scuole Superiori che si impegnino a promuovere corsi di educazione alla mobilità solidale e sostenibile, nelle piazze e nei luoghi centrali di maggiore ritrovo popolare (Lungomare, Piazza M. Immacolata, Villa Peripato e Giardini Virgilio).

Infine, a sostegno della qualità dell’offerta turistica, alcune postazioni andrebbero installate dinanzi agli alberghi consentendo così ai turisti stranieri di utilizzare, come d’abitudine nei paesi di origine, la Bicicletta per gli spostamenti nel centro urbano durante le visite libere e/o guidate ai luoghi di interesse artistico, archeologico e religioso.

L’Isola della Città Vecchia, ad es., si presta magnificamente a tale prospettiva per la sua conformazione urbanistica di quasi totale preclusione, al suo interno, al traffico autoveicolare.

Assetto - Lineamenti di gestione amministrativa, tecnica e finanziaria

Il servizio di “Bike sharing” è da qualificarsi comunale in quanto l’Ente Locale ne è il promotore e ne realizza i necessari interventi infrastrutturali che presentano costi variabili di realizzazione a seconda del dimensionamento operativo del servizio.

Ragionevolmente, potrebbe darsi luogo ad una progettazione che copra l’intera area comunale con fasi di attuazione a stralci funzionali.
 
Inizialmente, potrebbero essere realizzate cinque stazioni di distribuzione delle bici per un totale di 120 cicloposteggi per un costo complessivo degli interventi stimabile in
€ 282.000,00.

I costi di realizzazione potrebbero essere sensibilmente contenuti laddove si volesse optare, per ragioni di economicità, per impianti a sistema meccanico.

Si riferisce che è pure possibile attingere a finanziamenti ministeriali laddove si ritenesse, “raffinando il progetto”, di prevedere la realizzazione, per il riparo delle biciclette, di tettoie a vetri coninserimenti di pannelli solari fotovoltaici. L’energia rinnovabile prodotta potrebbe essere utilizzata per illuminare le stazioni di distribuzione, le plance pubblicitarie, per ricaricare le biciclette elettriche e i bus aziendali dell’AMAT ad alimentazione elettrica.

Il servizio dovrebbe essere affidato all’AMAT, quale gestore della Mobilità Urbana, che potrebbe avvalersi della collaborazione operosa dell’Associazione AdB “Leonardo da Vinci” rappresentante e “portavoce” dei ciclisti urbani.

Invece, la gestione tecnica degli impianti, completamente automatizzati, dovrebbe essere affidata dall’AMAT in convenzione alla società detentrice del brevetto del sistema che si intenderà adottare, vista l’assenza su questo tipo di servizio di convenzioni CONSIP.

Non va esclusa la possibilità che la stessa AMAT, una volta realizzati gli interventi strutturali ed i necessari servizi da parte del Comune, possa valutare la possibilità di procedere all’acquisto del necessario software, naturalmente previa verifica della compatibilità del sistema che si intenderà acquisire con il sistema aziendale in uso.

Nel caso, invece, di contratto di servizio con la società privata detentrice del brevetto, alla stessa dovrebbe essere riconosciuto un corrispettivo annuo per una manutenzione ordinaria puntuale ed efficace che preveda il controllo quotidiano del sistema con test di tutte le colonnine installate, per il loro immediato ripristino funzionale, nel caso di guasti o danneggiamenti, e per la manutenzione straordinaria consistente nella manutenzione periodica delle biciclette pubbliche e delle strutture.

Il sofware dedicato dovrà consentire le seguenti operazioni:
       - gestione prelievo/consegna delle biciclette;
       - gestione database degli utenti (abilitazione/disabilitazione della Bici-card);
       - controllo giornaliero delle mancate riconsegne delle biciclette con messaggio di segnalazione              all’AMAT;
      1) monitoraggio dei flussi di traffico delle biciclette in modo da poter valutare l’utilizzo del sistema;
      2) verifiche quotidiane sulla funzionalità delle colonnine;
      3) gestione sms e e-mail per invio comunicazioni all’utenza.

I costi di gestione, variabili in rapporto al dimensionamento del servizio ed a seconda se si intende prevedere il prelevamento delle bici in maniera elettronica o, in alternativa, con il sistema meccanico certamente molto più economico di oltre il 200% rispetto al primo, potrebbero essere interamenti coperti da raccolta pubblicitaria, come avviene in altre Città italiane, oltre che dal gettito dei proventi rivenienti dalla vendita delle Bici-card e dei biglietti a tariffazione oraria. 

Per implementare le entrate, si potrebbe organizzare una “campagna di comunicazione” per sensibilizzare l’adesione ed il sostegno all’iniziativa degli enti pubblici, privati, bancari e commerciali, particolarmente di quelli concentrati nelle zone centrali della Città, attraverso l’acquisto agevolato di ticket-trasporto per i propri dipendenti che abitualmente utilizzano le autovetture oppure per invitare i soggetti datoriali a provvedere alla copertura assicurativa degli stessi dipendenti utilizzatori di bici.

Compatibilità con altri interventi

L’attivazione del sistema “Bike sharing” non interferisce con la previsione di interventi integrati sul territorio regionale pugliese, in versione mediterranea, per lo sviluppo della rete ciclistica a lunga percorrenza per la valorizzazione dei luoghi turistici e dei beni storico-artistici.





 
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